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![]() PROCEDURE E VANTAGGI DELL'IMPLANTOLOGIA A CARICO IMMEDIATO
Video Medicina Oggi - Chirurgie Dimostrative COME FUNZIONA L'IMPLANTOLOGIA A CARICO IMMEDIATO? Il procedimento è molto più semplice rispetto a quello dell'implantologia a carico differito. E minimamente invasivo. Con una notevole riduzione dei disturbi legati alla fase post-intervento, con scarsissima perdita di sangue e montaggio immediato del provvisorio fisso. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui l'implantologia a carico immediato è indicata anche per pazienti con patologie che risultano essere un impedimento o una limitazione per le altre tecniche implantologiche (per esempio cardiopatie o diabete). Con l’implantologia a carico immediato si può inserire l’impianto o gli impianti nella zona edentula (mancante di denti) del paziente e posizionare immediatamente i denti provvisori fissi sugli impianti stessi. In questa maniera il paziente che entra nello studio senza denti o con una parte dei denti mancante, o con dei denti da estrarre esce (nella stessa seduta) con gli impianti inseriti ed i denti provvisori fissati nel cavo orale. Questo permette al paziente di non rimanere mai senza denti a differenza della tecnica sommersa, che impone attese di 4/6 mesi, per dare la possibilità all’osso di guarire intorno all'impianto, a volte è necessario un secondo intervento chirurgico di apertura gengivale per mettere allo scoperto l’impianto nel cavo orale e montare il moncone (tecnica sommersa), altre volte non è necessario (tecnica semisommersa). Durante questo periodo il paziente deve utilizzare una protesi mobile che comporta un notevole disagio nel mangiare, nel parlare e la necessità di continue sedute per aggiustamenti dal dentista. Quindi i vantaggi per il paziente nella tecnica a carico immediato sono notevoli: chirurgia ridotta, tempi ridotti, protesi provvisorie fisse immediate, parziale recupero funzionale immediato. In una sola seduta vengono inseriti gli impianti e cementato il provvisorio così che il paziente esce dallo studio con una protesi fissa. Vi è poi da distinguere tra carico immediato attuato con le tecniche della scuola italiana e quello della scuola svedese che solo da alcuni anni lo applica. L'implantologia di scuola italiana, si avvale di impianti monofasici a carico immediato, gli impianti vengono inseriti nell'osso midollare spugnoso sfruttando una morfologia che consente loro di sopportare il carico e contemporaneamente osteointegrarsi, frequentemente questi impianti possono anche sfruttare l'appoggio corticale profondo. Infine la scuola italiana, la più avanzata in implantologia a carico immediato, per aver avuto a disposizione 50anni di sperimentazione clinica, sfrutta anche la possibilità di contenere i micromovimenti, mediante l'applicazione di barre saldate direttamente agli impianti immediatamente alla fine della seduta chirurgica, mediante un'apparecchiatura elettromedicale specifica. Questo offre vantaggi estetici (il paziente esce con i denti fissi in prima seduta), funzionali (il paziente è in grado, seppur limitatamente sia di mangiare con i denti fissi, sia di continuare la sua vita di relazione senza disagi) e un minor rischio per gli impianti stessi. Il tessuto osseo, stimolato immediatamente dopo l’intervento chirurgico dalla masticazione del paziente, si riforma orientando le proprie trabecole secondo le linee di forza adatte a sopportare il carico, cosa che non avviene quando l’impianto viene messo a dormire per 4-6 mesi originando nel tessuto osseo un’anchilosi di tipo statico e non funzionale, la quale dovrà, una volta applicato il carico passare attraverso una fase di rimodellazione con distruzione delle trabecole esistenti e costruzione di nuove trabecole orientate secondo gli assi di dispersione. Con l'implantologia di scuola italiana, l'apertura di un lembo ( taglio della gengiva ) avviene solamente in casi molto particolari e per le scarse condizioni ossee, altrimenti il protocollo utilizzato, cosiddetto flapless, è di prassi senza il lembo. L'intervento risulta così essere mininvasivo ed atraumatico, senza dolore e senza disagi. La grande varietà degli impianti di carico immediato di scuola italiana, la loro maneggevolezza e le raffinate tecniche chirurgiche allo scopo ideate, consentono di intervenire anche in casi intrattabili per altri sistemi implantari, se non con importanti ricostruzioni ossee, che l'implantologia di scuola italiana evita nella maggior parte dei casi. Approfondimenti in IMPLANTOLOGIA AVANZATA FASI DELL'INTERVENTO. Dopo aver proceduto all'anestesia locale, si pratica un piccolissimo foro nella mucosa e nell'osso sottostante di circa 2 mm di diametro. ![]() Figure da 25 a 31: Viene praticato il foro. Attraverso li foro praticato si inserisce l'impianto, che può essere anche di 6mm di diametro, e l'intervento è finito. Senza tagliare la gengiva, senza cucirla, senza alcun altro intervento chirurgico, neppure successivo. Come si può vedere il versamento di sangue è davvero minimo. ![]() Figure da 35 a 42: La vite di titanio che costituisce la base dell'impianto viene inserita nel foro (la parte gialla della figura 36 è una pomata antibiotica) e si inserisce il moncone. La traccia di sanguinamento è quasi assente. Alla fine dell'inserzione dell'impianto già si può montare il dente provvisorio sul quale si potrà anche mangiare, pur con la dovuta moderazione e attenzione. Solo nei casi particolarmente complessi a causa delle gravi condizioni ossee la masticazione verrà interdetta, ma il paziente avrà comunque una protesi provvisoria fissa che gli permetterà di avere una normale vita di relazione, e quindi una qualità di vita più che soddisfacente fin dal primo giorno. ![]() Figura 43: Il controllo radiografico al termine dell'intervento. A 60/90 giorni si potrà sostituire il provvisorio e realizzare la protesi definitiva. Manutenzione Per completare il trattamento, è di fondamentale importanza l'impegno del paziente nei riguardi di una igiene dentale completa e regolare, nonché le visite periodiche presso il proprio dentista. divisore |